bootstrap templates

Una Vita tra Boschi e Palchi

Francesca Gallo nasce a Treviso nel 1976, si diploma in canto lirico nel 2002 presso il conservatorio di Castelfranco Veneto (TV), studia fisarmonica fin da bambina. 
A l’età di sedici anni si appassiona alla musica di tradizione orale e per gioco comincia un recupero di canzoni, storie di vita, testi inediti andando a intervistare le persone semplici, quelle che apparentemente non avevano nulla di interessante da raccontare. In bicicletta, con la fisarmonica in spalla e il registratore in tasca ha fatto migliaia di km in oltre due decenni di recupero. Nel 2004 è partita per Belgio e Canada sempre con registratore, fisarmonica e i soldi per una telefonata. Centinaia di ore di registrazione, centinaia di storie di vita raccolte, centinaia di canzoni recuperate a morte certa.
Francesca è figlia di Luciano Gallo, costruttore di fisarmoniche, fondatore del marchio “Galliano”. Al fianco del padre ha passato anni nella piccola bottega artigiana, ma ha anche condiviso la passione per la musica tradizionale. Quattro anni fa ha deciso di riportare in vita la dismessa bottega del padre per salvare questo mestiere che altrimenti sarebbe andato perduto. Dal 2011 infatti ha riportato in vita i due marchi di produzione “Galliano” e “Ploner” fondando la bottega omonima, unica bottega artigiana col 90% di autonomia, almeno a livello nazionale, per la costruzione di fisarmoniche, organetti, armoniche a mantice. 
La vita di Francesca si svolge tra i palchi e la bottega dove crea i suoi strumenti, nei boschi e nella campagna dove va a scegliere gli alberi, tra i tacchi a spillo con gli abiti da sera e gli scarponi con il grembiule. Il fascino di vederla scegliere gli alberi, mapparli e progettare la loro stagionatura, è a dir poco d’altri tempi. Lei sostiene che tra albero e musicista ci sia sintonia/sinfonia e che non si possa lasciare al caso la realizzazione di uno strumento che permette al fisarmonicista la riuscita o meno della sua espressione artistica. In questo momento così difficile economicamente, ha deciso di riportare in vita un mestiere di alto artigianato artistico ed è arrivata al punto di scegliersi i musicisti a cui affidare le sue creazioni.
Nel 2011 ha fatto rinascere il marchio Ploner, dopo oltre sessant’anni di inattività, da una classe di scuola primaria. Venti bambini di 9 anni hanno costruito ognuno la propria armonica diatonica con schema triestino (predecessore della fisarmonica). Un anno scolastico di lavoro e si è arrivati alla realizzazione della prima orchestra di bambini con strumenti ad ancia libera costruiti da loro. Francesca nel raccontare questa esperienza sostiene che il futuro è dei bambini e che perché un mestiere così continui a vivere serve una lunga proiezione nel futuro con basi nel presente.
Nel 2013 ha deciso che era giunto il momento di far rivivere un albero di noce tagliato quasi vent’anni prima. Ha analizzato la storia di quell’albero piantato per la nascita di una bambina, morta poi durante la seconda guerra mondiale, e ha deciso di dedicarlo a un articolato progetto educativo sociale. Con l’albero sono state costruite dodici armoniche diatoniche, quindi ha creato il corso “Armonicamente donna”. Progetto di avvicinamento alla musica per donne che non abbiano mai suonato uno strumento musicale. Partendo da una scatola di colori e un’armonica si è arrivate, a distanza di quasi due anni, alla realizzazione di piccoli gruppi tematici che studiano e ripropongono un repertorio di musica tradizionale sia da canto che da ballo. Francesca sigilla spesso questo racconto con “quell’albero è stato per secoli il simbolo del matrimonio per le ragazze della campagna. Con quell’albero, piantato dal padre alla nascita, alle donne veniva costruito il baule per contenere la dote. Questo albero è stato piantato per dodici donne, perché nel ventunesimo secolo la realizzazione passi oltre al baule della dote”
Francesca continua la sua attività di concertista al fianco di noti musicisti e attori, in formazioni ridotte, ma anche come solista. Il suo repertorio è la sua passione: la ricerca etnomusicale e la divulgazione dei canti di tradizione orale che hanno risuonato nell’alto Adriatico dall’unità d’Italia ai giorni nostri. 
Un’articolata e strana organizzazione del tempo in base alle fasi lunari, al movimento dei pianeti, allo studio di cielo e terra che la vede alternante tra boschi e palchi, campagna e bottega, tra estero e Italia, boscaioli e musicisti, tra le sue passioni e le espressioni altrui da rendere fisicamente strumenti musicali.
Francesca Gallo è definita folk singer, musicista, etnomusicologa, storica, artigiana, maestra, la voce del Sile, forse perché è difficile trovare un termine unico che la definisca. Fisicamente invece è facile da identificare con la sua inseparabile fisarmonica su misura del bagaglio a mano per i voli internazionali, che fu albero di pero e che la accompagna fedelmente da anni.