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Armoniche Ploner

Ploner - "Fabbricatori di Istrumenti Musicali"

1862 La Guida Schematica – Almanacco di Trieste per l'anno 1863 riporta vari elenchi di persone, di attività pubbliche e civili. Tra quelle commerciali indicata come “Fabbricatori Istrumenti Musicali” troviamo, oltre ai fabbricatori di organi e pianoforti, “Ploner Lorenzo, Via Corso 666. 33. (Armoniche)”.

Nella “Prefazione” della pubblicazione, scritta nel dicembre del 1862 la Direzione si scusa con i lettori: “L'indice generale di tutti i nomi contenuti nella Guida Schematica ci costò non lieve fatica, spese e ritardo nella pubblicazione...” Ed infatti è la prima di una lunga serie, che si interruppe nel 1971 e che riprendeva, dopo anni di silenzio, una tradizione incominciata già nella seconda metà del 1700. I dati erano stati raccolti nell'ottobre del 1862, indi il laboratorio di Lorenzo Ploner era già presente in quell'anno.
Lorenzo Carlo Ploner (Trieste 9.12.1818 – ivi 3.101894) era il secondogenito di Giuseppe Pasquale (nato nel 1791 a Trieste) il quale assieme ad altri fratelli o cugini, era arrivato a Trieste a vendere chincaglierie, oggetti di legno ed altro, tra il 1789 e il 1791. 
Tutti i figli maschi hanno o costruito armoniche e fisarmoniche o partecipato al lavoro del laboratorio Ploner, che è andato ad esaurirsi, nei primi anni del 1950, quando si stava per imporre la chitarra elettrica e le grosse aziende di strumenti italiane avevano potuto con costi di vendita più bassi ad essere fortemente concorrenziali. I Ploner avevano trovato un nuovo sistema di disposizione tonale, che riguardava le note della tastiera di destra, che si differenziava notevolmente sia dal sistema sloveno sia da quello austriaco. Costruirono anche semitonate (alla moda viennese) e fisarmoniche sia a piano sia a bottoni.
Quindi in questa città è stata fabbricata la prima armonica diatonica della Repubblica Italiana. Angelo, oltre che costruttore, aveva l'esperienza musicale di Kapellmeister di una banda reggimentale e infatti diresse per alcuni anni la Banda Cittadina, suonava il contrabbasso sia al Teatro G. Verdi, sia in complessi di musica da camera nei concertini dati dallo Schillerverein, sia in altre formazioni impegnate in “musica da salon” in feste private o all'Hotel Excelsior. In più era un buon compositore: l'Editore Blanchi di Torino gli ha pubblicato una ventina di valzer ed altro per pianoforte; vinse anche il primo premio per una marcia composta in onore della principessa Letizia di Piemonte d'Aosta. Sua quella Marcia detta dei Porchi, perché suonata anche con delle grondaie, che iniziava la sfilata del Carnevale cittadino e che veniva impiegata nell'esame di licenza per gli allievi armonicisti, in quanto Angelo faceva anche l'insegnante.
Sulla scia dei Ploner si incamminarono altri valenti costruttori, musicisti e musicanti. Il più conosciuto di tutti resta Giuseppe Martini, detto Pepi cafetier, i cui due dischi registrati per la Concert Record Gramophone hanno il primato mondiale di essere i primi dischi pubblicati da un suonatore di armonica diatonica, in questo caso semitonata.